Brividi e Polvere con Pelleossa
a cura di Alberto Zamprogno

05) Il museo delle cere

Pelleossa si trova presso la sua abitazione, dove è alle prese con la pittura; nella stanza è presente anche una strana copia della Monnalisa di Leonardo. La storia del giorno è presentata abbastanza anticipatamente.

La vicenda è ambientata in una città di media dimensione. Tra i suoi edifici, questa cittadina ha anche un museo delle cere, chiamato “La camera degli orrori”. Qui entra in scena un ragazzo di nome Craig, il protagonista, che paga 3 dollari per entrare nel luogo. Pare sia ormai l’unico visitatore, di fatto insieme all’amico William, l’addetto alle pulizie. Quest’ultimo informa il ragazzo della morte del vecchio proprietario del museo, il signor Rottmucker. Pare che, prima di morire, l’anziano avesse manifestato la volontà di lasciare il museo in eredità a William, e che ciò fosse scritto in un foglio di carta purtroppo smarrito. Tuttavia, si scopre che il nuovo proprietario è un certo Boswick, dai modi poco gentili. In uno dei suoi numerosi sopralluoghi davanti ai mostri di cera, Craig sale affianco ad uno di essi (il vampiro) e, toccando una lapide, improvvisamente e magicamente viene trasportato in un’altra realtà. Precisamente in un cimitero, dove è presente un pipistrello. Si capisce quasi sùbito che è in atto una caccia al vampiro da parte di alcuni uomini. Il giovane consiglia al volatile di nascondersi in una cripta, sul cui muro compare una “R”. All’interno, alcuni cacciatori stanno per trafiggere al cuore un vampiro dormiente con un pezzo di legno, come vuole la tradizione, ma Craig riesce a spaventarli e a salvare l’amico mostro, in questo caso reale e non di cera. Nel tentativo di fuga, il ragazzo inciampa e cade in una fossa, per ritrovarsi improvvisamente ancora al museo. Qui compare il ruvido signor Boswick, il quale lo caccia via dicendo che è chiuso. Il giorno dopo (piovoso), Craig racconta a William l’incredibile esperienza vissuta, ma l’amico rimane un po’ scettico. Ritornato davanti ai mostri di cera, Craig pronuncia qualcosa di fronte alla statua di un lupo mannaro e si ritrova in una nuova dimensione. Si tratta di un bosco, in concomitanza di un plenilunio. Qui si trova un licantropo, apparentemente aggressivo e pericoloso, ma in realtà sta semplicemente fuggendo da altri uomini muniti di cani da caccia. Se da una parte il lupo mannaro si salva grazie ad alcune dritte, dall’altra il giovane viene invece catturato e sospettato di essersi trasformato in bestia. In qualche modo riesce a fuggire e, una volta salito su un albero sulla cui corteccia compare una misteriosa “R”, cade da un ramo…ritrovandosi di nuovo nel museo. Da dire che, durante questa esperienza, il corpo del ragazzo appare come una statua nella Camera degli orrori. Il giorno successivo, Craig si ritrova in compagnia di William, questa volta in un vicolo adiacente all’edificio; i due stanno facendo merenda. Non è chiaro il come, ma comincia una nuova avventura virtuale, con protagonista il terzo mostro di cera, una sorta di mummia. Questa è intrappolata in una casa nel bel mezzo di un incendio doloso, sempre con protagonisti i soliti uomini (sembra il tempo della “caccia alle streghe”). Craig riesce a calmare la mummia, decisamente spaventata e urlante. Ma le travi di legno continuano a cadere. Su una di queste è scritta la solita “R”. I due si tuffano in un ruscello lì vicino. Tuttavia, il ragazzo si incastra in un mulino, dal quale cade in acqua poco dopo. Ma proprio in quegli istanti ci si ritrova nel museo. Qui si scopre che William è stato licenziato dal signor Boswick, il quale vorrebbe ora demolire il luogo. Successivamente, Craig e William si ritrovano sulle scale presso l’entrata, sconsolati. Bisogna però reagire. Decidono quindi di cercare la misteriosa “R”, un indizio. William porta quindi l’amico in una sorta di vecchio magazzino dove, sotto ad una ghigliottina, è scritta proprio la lettera in questione. Dopo una ricerca, Craig riesce a trovare il foglio con il testamento del vecchio Rottmucker (si trova sotto alla parrucca del corpo posizionato sotto la lama), dove effettivamente è precisato che il nuovo proprietario sarebbe stato William. Dopo un brivido dovuto alla caduta della lama, fortunatamente senza conseguenze, entra in scena un irritatissimo Boswick. Questo si rende conto che i due siano in possesso del compromettente testamento; ne nasce un inseguimento. Correndo nei pressi delle statue di cera, tramite la solita magia, Boswick si ritrova nella realtà alternativa, proprio in “compagnia” del vampiro, del lupo mannaro e della mummia. Poco dopo si trasformerà definitivamente in una statua di cera! Inizia così il nuovo corso al museo (subito due nuovi turisti), capitanato da William e Craig.

Infine, Pelleossa mostra al pubblico un busto di cera rappresentante se stesso.

Curiosità:
– la città dove è ambientato il racconto è la stessa che ha caratterizzato l’episodio “La zampa di gorilla”; lo si capisce dalla scena iniziale;
– anche in questo episodio, in un modo o nell’altro, fa la sua apparizione Pelleossa stesso; il riferimento è al corpo intrappolato nella ghigliottina.

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